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COLLEGIO ARALDICO 
del
PRINCIPATO DI MESOLCINA, DEL DUCADO D'ALVITO E STATI ANNESSI,
della  Sovrana Principesca e Ducale Casa di Trivulzio-Galli,
e delle Ordeni Dinastici della Casa Principesca e Ducale
+Divisione Araldica+

Privilegio di Concessione di Lettera d'Arme registrato con il Numero 0183/2025 in data 8 Marzo de 2024.

Sua Altezza Serenissima il Principe D. Andrea III Gonzaga Trivulzio Galli, Per Grazia di Dio e per Diritto Ereditario, Custode della Fede, Principe e Duca di Mesolcina, Principe di Mesocco e del Sacro Romano Impero, Duca di Alvito, Conte-Duca di Atina, ecc., Capo della Sovrana Casa di Mesolcina, Gran Maestro degli Ordini Dinastici,

 

Rende noto a tutti coloro che vedranno il presente Privilegio di Lettera d'Arme che il Consiglio della Nobiltà della Serenissima Casa Principesca e Ducale di Mesolcina e Alvito, per mezzo del suo Collegio Araldico, in base alla Legislazione Nobiliare dell’antico Principato di Mesolcina, promulgata dalle Loro Altezze Serenissime i Principi di Mesolcina e Duchi di Alvito, riconosce a Sua Altezza Serenissima il Principe Don Belcir Gonzaga Trivulzio Galli, Marchese di Balbiano, Principe del Sangue di Mesolcina, Principe di Trivulzio-Galli, Marchese di Vigevano, Conte di Melzo, Cavaliere del'Ordine Supremo del Redentore, il diritto d’uso di un proprio stemma d’arme gentilizie, secondo quanto deliberato in seduta del 8 Marzo 2024 e annotato sotto il Registro n. 0183/2024. 

Le presenti armi si compongono di:​

Articolo 1º

COTTA D'ARME:

Arma di un Principe del Sangue di Mesolcina, che è inquartata: nel I: arme della Varonia di Galli-Dreux, che è d’azzurro, a tre gigli d’oro disposti in rocchetto (arme di Francia), attraversati da un bastone in banda d’argento, come differenza. Nel II: dei Trivulzio, che è palato d’oro e di verde. Nel III: del Ducato d’Alvito che è d’argento, troncato di tre pezzi: 1º un leone passante di rosso, armato e linguato dello stesso, accompagnato da due rami di Ruscus aculeatus di verde; nel 2º, tre bande di rosso, Capo dell'Impero, che, d’oro, un’aquila di nero, coronata del campo. Nel IV dei Gonzaga di Castel Goffredo, che è d’argento, a una croce patente di rosso, accantonata da quattro aquile spiegate di nero, rivolte verso il centro; al centro, uno scudetto inquartato nel 1º e 4º, del Regno di Boemia, che è di rosso, al leone rampante d’argento, con doppia coda, coronato e collarinato d’oro; nel 2º e 3º, dei Gonzaga antichi, troncato di sei pezzi alternati d’oro e di verde, cominciando dall’oro. Sul tutto, uno scudetto ovale d’oro, recante in esso il disegno araldico del Sacro Cuore di Gesù, contenente il Cuore Immacolato di Maria. 

Come differenza personale, lo scudo è circondato da una bordura d'argento e d'azzurro.

 

ORNAMENTI ESTERNI DELLO STEMMA:

Attorno allo scudo, il Collare della Suprema Ordine del Preziosissimo Sangue del Redentore. 

 

Sopra di essa, cinque elmi d’oro: quello centrale in maestà; quelli laterali rivolti verso il centro; ciascuno sormontato da una corona principesca aperta, e portante il proprio cimiero: 

Per il primo, una creatura chimerica, con corpo di drago ricoperto di peli d’oro, con solo due zampe, zampe, ali e coda di drago di verde, e testa umana di carnagione, con capelli, baffi e barba lunghi d’oro (Concessione del Sommo Pontefice alla Casa di Trivulzio); 

Per il secondo, un collo e testa di drago d’azzurro, linguato di rosso, coronato d’oro, con la criniera composta da piccoli draghi d’azzurro (Concessione della Casa Visconti); 

Per il centrale, una grande fleur-de-lis d’oro posta su un drappo d’azzurro seminato di gigli d’oro, attraversato da una banda d’argento (Dreux moderno); 

Per il quarto, un busto di elefante d’oro, alato d’argento (per la Casa di Bevilacqua);  

Per il quinto, il cimiero della Casa Trivulzio: una sirena adragonata, con busto femminile di carnagione, con la zampa sinistra superiore che regge un anello con diamante, e la zampa destra che tiene una lima consumata, con la quale scolpisce il diamante dell’anello; 

 

Come tenenti, due angeli di carnagione, con capelli e ali d’oro, vestiti con tuniche verdi, e con le teste regardanti

 

Il tutto è adagiato sopra il Wappenmantel, e timbrato dalla Fürstenhut.

 

Sotto lo scudo, un cartiglio d’argento recante il motto NE TE SMAY, in lettere maiuscole latine di nero. Sopra l’intero complesso, un cartiglio d’argento recante il motto DEUS ET OMNIA, in lettere maiuscole latine di nero.

Marquês d'Isola, Grandes Armas.png

Articolo 2º

As pequenas Le piccole armi dell’armigero sono composte da uno scudo con il palato Trivulziano, che è palato di sei pezzi d’oro e di verde. Come differenza personale, lo scudo è circondato da una bordura d'argento e d'azzurro. 

ORNAMENTI ESTERNI DELLO STEMMA:

 

Timbrante lo scudo, una Fürstenhut (cappello principesco del Sacro Romano Impero).

 

Attorno allo scudo, il Collare della Suprema Ordine del Preziosissimo Sangue del Redentore. 

 

Come tenenti, due angeli di carnagione, con capelli e ali d’oro, vestiti con tuniche verdi, e con le teste regardanti

Marquês de Isola, pequenas Armas.png

Articolo 3º

Le presenti Armi qui certificate potranno essere portate dal loro titolare, scolpite, dipinte, ricamate, incise, stampate, forgiate: sui suoi sigilli, anelli, timbri, palazzi, dimore, cappelle, oratori, sepolcri, carrozze e altri veicoli, e in tutti gli altri luoghi in cui è d’uso consueto, senza che per ciò subiscano alcuna restrizione da parte dei futuri Re d’Arme di questa Casa Principesca.

Sua Altezza Sereníssima El-Principe

D. Andrea III GONZAGA TRIVULZIO GALLI

XVIII Principe di Mesolcina-Retegno-Bettola-Dornberg

XVIII Principe di Mesolcina, di Mesocco e del Sacro Romano Impero

XXI Duca d'Alvito, XX Conte-Duca d'Atina, XXV Marchese di Melzo, ecc.

Capo della Principesca e Ducale Casa 

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